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giovedì 10 marzo 2016

Comunicazione politica: l'importanza del discorso


Sull'arte oratoria, sui discorsi in pubblico, si costruisce gran parte della comunicazione politica.
E nei rituali della politica taluni discorsi sono particolarmente significativi per cui seguono regole precise di costruzione ed elaborazione.
Sempre più spesso a tale compito sono adibiti professionisti specializzati: Ghostwriter e particolarmente speechwriter. Spreechwriter e la magia della scrittura
Il discorso sull stato dell'Unione è un appuntamento annuale della politica statunitense: visto dall’Italia è una cosa a metà tra il discorso di insediamento con cui un presidente del Consiglio chiede la fiducia e il discorso di fine anno del presidente della Repubblica. 
I discorsi sullo stato dell’Unione hanno spesso una struttura tradizionale da lista della spesa o delle cose fatte, con dentro un po’ di tutto.
Questa struttura difatti è stata pienamente rispettata da Barack Obama nel suo ultimo discorso tenuto da Presidente della Stati Uniti il 12 gennaio 2016.
Il testo del discorso 
Il Video del discorso 
Obama ha fatto un riepilogo dei risultati ottenuti dalla sua amministrazione e poi ha chiesto agli americani di continuare il lavoro iniziato in questi anni, con ottimismo e senza farsi guidare dalla paura. 
Poi Obama ha risposto alle quattro domande che – ha detto – i cittadini americani si fanno di più in questo momento storico: come dare opportunità di successo a tutti, come stimolare e gestire proficuamente i cambiamenti tecnologici, come tenere la nazione al sicuro e come aggiustare quello che non funziona nei meccanismi della politica. 

Ha citato proposte concrete e alla fine il cuore del messaggio è stato l'invito agli Americani a pensare che la soluzione ai loro problemi può venire solo da loro stessi, prima che dalla politica.
«Uno dei più grandi rimpianti della mia presidenza», ha detto Obama, «è che il rancore e il sospetto tra i partiti è peggiorato invece che migliorare». Obama si è assunto parte della responsabilità di questa situazione – «Non dubito che un presidente con le doti di Lincoln o Roosevelt avrebbe potuto far meglio per unire il paese, e vi garantisco che cercherò sempre di migliorare me stesso finché sarò presidente» – ma ha aggiunto che solo i cittadini americani possono decidere di cambiare la politica del paese.
È tradizione che il partito di opposizione tenga una “risposta” al discorso del presidente, trasmessa dai network televisivi poco dopo la fine del discorso al Congresso. È un modo per catalizzare l’attenzione dei mezzi di comunicazione e per fornire una risposta immediata alle affermazioni del presidente.
Per approfondire    

domenica 15 novembre 2015

I diversi significati delle parole e l'uso strategico in politica

Le parole possono avere più di un significato e l'individuazione di uno piuttosto che un altro può rappresentare un elemento di qualità nell'ambito della comunicazione.
La scelta delle parole nel loro esatto significato rende il messaggio efficace ed appropriato.
Spesso nell'ambito di una comunicazione poco accurata si utilizzano termini e parole non adeguati al contesto
ma altre volte l'utilizzo di un significato diverso di una stessa parola può costituire elemento di una strategia comunicativa.
Nell'ambito della politica la professionalità nella redazione di testi mira proprio a questo: l'utilizzo strategico di parole e costruzioni di frasi per i fini che si vogliono conseguire ( ad es: acquisizione del consenso, contenimento di una critica o opposizione etc) 
Un esempio viene dalla politica dei nostri giorni ed esattamente dalla politica del Governatore della Campania Vincenzo De Luca che nei giorni scorsi, per affrontare il clamore suscitato da una indagine giudiziaria che lo vedrebbe coinvolto con una persona di nome Manna, ha utilizzato la parola ( in questo caso un cognome) associandola ad altre parole.
Vincenzo De Luca

In questo tentativo dialettico ha citato un giornalista nonchè politico Angelo Manna che, a sua volta, aveva utilizzato la parola "pappagallo" in un noto discorso e in una modalità strumentale a realizzare un attacco politico ad un avversario.
Angelo Manna

De Luca quindi utilizza la parola Manna  per distogliere l'attenzione e fugare dubbi sul suo operato e cita Manna che a sua volta, con la sua arte oratoria, aveva già utilizzato strumentalmente una parola per una critica molto fortead un avversario politico

Paolo Russo
I due oratori sono stati messi a confronto nella trasmissione Barba e Capelli nella rubrica curata dal Presidente di Scrivo di Te Paolo Russo il cui ascolto consigliamo per una valutazione delle due tecniche oratorie: un interessante utilizzo di parole e significati nella comunicazione di questi due protagonisti della politica di ieri ed oggi 


mercoledì 28 ottobre 2015

Public speaking e la strategia per il consenso

La parola 'consenso' deriva dal latino consensus, che è l'unione delle due parole cum e sentire.  Etimologicamente, consenso vuol dire "sentire insieme".
Il raggiungimento del consenso è un percorso che inizia con la coesistenza di molteplici punti di vista e termina con un accordo tra tutti i soggetti che devono collaborare per uno scopo comune.
In questo percorso tutti i processi comunicativi sono di fondamentale importanza e includono certamente
La necessità di discorsi efficaci e di strategie di persuasione.

"Ottimo oratore è colui che parlando istruisce, diletta e nello stesso tempo commuove l’animo dei suoi ascoltatori".  Cicerone


Tenere un discorso è molto importante. E’ chiaro quindi che è necessario prendersi del tempo per scriverlo ed avere poi anche il tempo per memorizzarlo.
Nella comunicazione rivolta al pubblico la scelta della parole è fondamentale e per questo possono essere utili alcuni suggerimenti dei più noti speechwriters nella scrittura dei testi. 
 Innanzitutto prova a chiederti:
Vuoi informare o persuadere? 
- Cosa vuoi ottenere
Cosa definisce il tuo successo?
Se l’obiettivo è persuadere prova ad usare il “Noi”
Usa esempi semplici e metafore efficaci. Esprimiti in modo naturale.
Usa frasi e parole brevi: massimo 15 parole per frase e 2 sillabe per parola.
Sviluppa il messaggio intorno a 3 temi. Il pubblico non ricorderà molto
Identifica e ripeti le parole che rappresentano meglio il tuo messaggio;non parlare per più di 20 minuti, 5 è meglio. 3 meglio ancora.Parla lentamente e con partecipazione. Respira lentamente e profondamente. Resta in piedi e sorridi.
Per approfondire:
Per informazioni o per consulenze contatta i nostri professionisti.

venerdì 26 giugno 2015

Ich bin ein Berliner: frasi che hanno fatto la storia

Il potere delle parole, il potente potere delle parole il 26 giugno 1963 si è espresso in una frase pronunciata dall'allora Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy

"Ich bin ein Berliner" tradotto in italiano significa "io sono berlinese" ma il suo vero significato va ben oltre
Fu pronunciata durante il discorso tenuto a Rudolph Wilde Platz, di fronte al Rathaus Schöneberg, durante una visita ufficiale alla città di Berlino Ovest.

L'intento era di comunicare alla città di Berlino e alla Germania stessa, seppur entrambe divise, una sorta di vicinanza e amicizia degli Stati Uniti dopo il sostegno dato dall'Unione Sovietica alla Germania Est nella costruzione del muro di Berlino, due anni prima, come barriera per impedire gli spostamenti dal blocco orientale socialista all'occidente.
Il discorso durante il quale Kennedy pronunciò la frase è considerato uno dei suoi migliori e un momento celebre della guerra fredda. Fu un grande incoraggiamento morale per gli abitanti di Berlino ovest, che vivevano all'interno della Germania Est dalla quale temevano un'invasione

Kennedy disse: « Duemila anni fa l'orgoglio più grande era poter dire civis Romanus sum (sono un cittadino romano). Oggi, nel mondo libero, l'orgoglio più grande è dire 'Ich bin ein Berliner.' Tutti gli uomini liberi, dovunque essi vivano, sono cittadini di Berlino, e quindi, come uomo libero, sono orgoglioso delle parole 'Ich bin ein Berliner!' »


L'idea della frase venne in mente a Kennedy all'ultimo momento, così come la scelta di pronunciarla in tedesco. Chiese allora al suo interprete, di tradurgli "I am a Berliner" e si esercitò con la pronuncia della frase nell'ufficio del tenendo in mano un foglietto su cui aveva annotato la pronuncia
Il consigliere di Kennedy Bundy McGeorge ritenne che il discorso era andato "un po' troppo oltre", e i due ritoccarono il testo correggendolo in una versione più morbida da ripetere il giorno stesso nel discorso alla Freie Universität di Berlino.
Il messaggio provocò moltissime reazioni ma a Berlino molti luoghi ricordano quel Presidente ma soprattutto quella frase che oggi è storia
Il testo del discorso:
Sono orgoglioso di venire in questa città ospite del vostro onorevole sindaco, che ha simboleggiato per il mondo lo spirito combattivo di Berlino Ovest. E sono orgoglioso -- sono orgoglioso di visitare la Repubblica Federale con il vostro onorevole Cancelliere che da così tanti anni guida la Germania nella democrazia, nella libertà e nel progresso, e di essere qui in compagnia del mio concittadino americano Generale Clay che -- che è stato in questa città durante i suoi momenti di crisi, e vi tornerà ancora, se ce ne sarà bisogno.
Duemila anni fa -- Duemila anni fa, il più grande orgoglio era dire "civis Romanus sum". Oggi, nel mondo libero, il più grande orgoglio è dire "Ich bin ein Berliner."
(Apprezzo l'interprete che traduce il mio tedesco)
Ci sono molte persone al mondo che non capiscono, o che dicono di non capire, quale sia la grande differenza tra il mondo libero e il mondo comunista.
Che vengano a Berlino.
Ce ne sono alcune che dicono -- ce ne sono alcune che dicono che il comunismo è l'onda del progresso.
Che vengano a Berlino.
Ce ne sono alcune che dicono, in Europa come altrove, che possiamo lavorare con i comunisti.
Che vengano a Berlino.
E ce ne sono anche certe che dicono che sì il comunismo è un sistema malvagio, ma permette progressi economici.
Lass' sie nach Berlin kommen.
Che vengano a Berlino.
La libertà ha molte difficoltà e la democrazia non è perfetta. Ma non abbiamo mai costruito un muro per tenere dentro i nostri -- per impedir loro di lasciarci. Voglio dire a nome dei miei compatrioti che vivono a molte miglia da qua dall'altra parte dell'Atlantico, che sono distanti da voi, che sono orgogliosi di poter dividere con voi la storia degli ultimi 18 anni. Non conosco nessun paese, nessuna città, che è stata assediata per 18 anni e ancora vive con vitalità e forza, e speranza e determinazione come la città di Berlino Ovest.
Mentre il muro è la più grande e vivida dimostrazione dei fallimenti del sistema comunista -- tutto il mondo lo può vedere -- ma questo non ci rende felici; esso è, come il vostro sindaco ha detto, è una offesa non solo contro la storia, ma contro l'umanità, separa famiglie, divide i mariti dalle mogli, ed i fratelli dalle sorelle, divide un popolo che vorrebbe stare insieme.
Quello che -- Quello che è vero per questa città è vero per la Germania: una pace reale e duratura non potrà mai essere assicurata all'Europa finché ad un quarto della Germania è negato il diritto elementare dell'uomo libero: prendere una decisione libera. In 18 anni di pace e benessere questa generazione di tedeschi ha guadagnato il diritto ad essere libera, incluso il diritto di unire le famiglie, a mantenere la propria nazione in pace, in buoni rapporti con tutti."
Voi vivete in una isola difesa di libertà, ma la vostra vita è parte della collettività. Consentitemi di chiedervi, come amico, di alzare i vostri occhi oltre i pericoli di oggi, verso le speranze di domani, oltre la libertà della sola città di Berlino, o della vostra Germania, per promuovere la libertà ovunque, oltre il muro per un giorno di pace e giustizia, oltre voi stessi e noi stessi per tutta l'umanità.
La libertà è indivisibile e quando un solo uomo è reso schiavo, nessuno è libero. Quando tutti saranno liberi, allora immaginiamo -- possiamo vedere quel giorno quando questa città come una sola e questo paese, come il grande continente europeo, sarà in un mondo in pace e pieno di speranza. Quando quel giorno finalmente arriverà, e arriverà, la gente di Berlino Ovest sarà orgogliosa del fatto di essere stata al fronte per quasi due decadi.
Ogni -- Ogni uomo libero, ovunque viva, è cittadino di Berlino. E, dunque, come uomo libero, sono orgoglioso di dire "Ich bin ein Berliner"