mercoledì 23 luglio 2014

A proposito di corruzione (4)




 È difficile stimare l’entità della corruzione (che spesso si associa a evasione fiscale e ad altri fenomeni di malaffare o di criminalità organizzata). Documenti ufficiali riportano la cifra indicativa di 60 miliardi di euro l’anno e questo può dare un’idea della grandezza della sfida. Il Commissario straordinario per la revisione delle spesa pubblica conta di riuscire a tagliare, nell’arco dei prossimi 3 anni, fino a poco più di 30 miliardi di euro. Sembrerebbe pertanto abbastanza immediato ritenere che - conducendo una seria lotta alla corruzione - ne potrebbero derivare rilevanti risorse per il rilancio dell'economia.
 Nonostante la gravosità della sfida, lo Stato in passato ha reagito al dilagare del fenomeno corruttivo e adesso sembra voler dare un ulteriore impulso in tale direzione tramite la creazione dell’Agenzia nazionale anticorruzione (A.N.A.C.).
 Come suo presidente è stato scelto Raffaele Cantone, un magistrato a lungo impegnato sul fronte della lotta alla mafia.  L’A.N.A.C. è stata interessata da una rilevante modifica da parte del d.l. 24 giugno 2014, n. 90 che ne ha significativamente trasformato la struttura e i poteri. Soprattutto ne ha ampliato la missione istituzionale. Rientra ora nelle sue competenze anche il controllo di tutti i contratti pubblici di appalti, di servizi e forniture che prima spettavano ad un’altra autorità, quella della “vigilanza dei contratti pubblici" (Avcp), contestualmente soppressa con il trasferimento di mezzi e personale. È previsto che entro il 31 dicembre, l’A.N.A.C. predisponga un piano di riordino della nuova autorità; mi aspetta un durissimo lavoro, ma particolarmente interessante e stimolante che può portare alla creazione di un authority operativa a 360 gradi, sia sul piano dell’anticorruzione sia su quello del controllo degli appalti.
Se però l’A.N.A.C. sarà o meno una scatola vuota dipenderà anche da come sapranno farla funzionare in concreto; il decreto legge citato ha obiettivamente rafforzato i nostri poteri sotto più profili e ora sta all’Autorità stessa dimostrare di sapere incidere nella realtà, tenendo presente, però, che il lavoro non è quello di scoprire fatti di corruzione (competenza questa della magistratura penale) ma di mettere in campo gli anticorpi per evitare che i fatti di corruzione accadano.

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 Di corruzione, e di mala-politica si parlerà Giovedi 24 Luglio a partire dalle ore 18.00 a Marano di Napoli, presso la Sala Cavallo della Casa Comunale al Corso Umberto I nel corso di un incontro dibattito aperto al pubblico organizzato dall’a.p.s. Omnibus per la presentazione del Volume “Il cancro della corruzione” del Tenente Colonnello Claudio Mazzarese Fardella Mungivera (ediz. Rogiosi) a cui parteciperanno il Sindaco di Marano, Angelo Liccardo, il presidente della Commissione Cultura della cittadina, Vincenzo Marra e il presidente dell’associazione Mariarosaria Lumiero. Modererà l’altro socio e giornalista dell’associazione, Paolo Russo, esperto di Comunicazione pubblica, sociale e politica.

A proposito di corruzione (3)




I canali attraverso i quali gli elevati livelli di corruzione costituiscono un freno alla crescita sono molteplici. Basta citarne tre:
1.   La corruzione disincentiva l’investimento diretto estero, in quanto il potenziale investitore - già eventualmente scoraggiato dal dover affrontare un impianto i regole eccessivamente complesso - teme al contempo di dovervi fare fronte ricorrendo alla corruzione dell’ufficiale pubblico (ma anche privato). Il piano elaborato dal governo Letta e poi dal governo Renzi volto a incentivare l’investimento estero diretto, "Destinazione Italia", ribadiva come solo l'1.6% di tali flussi d'investimento raggiunga l’Italia, ossia una frazione di quelli destinati a Francia, Regno Unito o Germania. Il piano prevedeva una serie d'interventi volti a rimuovere alcuni degli ostacoli all’investimento straniero, incluse riforme della giustizia civile. Ma la sua implementazione rimane quanto meno incerta.
2.      L’impatto economico della corruzione è la distorsione della concorrenza del mercato. Così come le imprese straniere non sono incentivate a investire in Italia, le imprese domestiche potrebbero essere incentivate a trovare commesse all’estero, laddove il contesto di business si presenta più favorevole. Inoltre, imprese sane, non disposte a scendere a bassi compromessi, tendono a essere disincentivate a partecipare a gare d’appalto che percepiscono come truccate. Finiscono così per uscire dal mercato, peggiorando pertanto la "eticità media" del tessuto produttivo nazionale. In questo senso, anche la sola percezione della corruzione può essere un fattore di disincentivo reale - ovvero: l’appalto può non essere truccato, ma l’impresa sana non partecipa temendo che lo sia.
3.      L’incentivo all’emigrazione dei "cervelli". Un ambiente a competizione truccata costituisce un formidabile incentivo all’emigrazione di coloro che intendono basare il loro successo professionale solo sulle loro capacità e sul loro impegno, su meriti e titoli acquisiti. Il “brain drain” italiano sia più intenso di quello dei paesi competitori, perfino più di quello spagnolo.
 Cervelli in fuga vuol dire valore aggiunto all’estero e sottratto in patria, il che in parte spiega il differenziale di crescita. Iniziative meritorie come quella del "Controesodo" (elaborate da un gruppo di parlamentari di tutti gli schieramenti) hanno aiutato a ridurre il disincentivo fiscale alla permanenza in patria. Ma per frenare l’uscita di coloro che sono in fuga dalla corruzione, dal familismo, dalla concorrenza sleale, servono operazioni di sistema di più vasta portata. Riuscendo a bloccare, o anche solo ad affievolire questi 3 canali, si otterrebbe un impatto enorme sulla crescita dell’attività economica.
 Di corruzione, e di mala-politica si parlerà Giovedi 24 Luglio a partire dalle ore 18.00 a Marano di Napoli, presso la Sala Cavallo della Casa Comunale al Corso Umberto I nel corso di un incontro dibattito aperto al pubblico organizzato dall’a.p.s. Omnibus per la presentazione del Volume “Il cancro della corruzione” del Tenente Colonnello Claudio Mazzarese Fardella Mungivera (ediz. Rogiosi) a cui parteciperanno il Sindaco di Marano, Angelo Liccardo, il presidente della Commissione Cultura della cittadina, Vincenzo Marra e il presidente dell’associazione Mariarosaria Lumiero. Modererà l’altro socio e giornalista dell’associazione, Paolo Russo, esperto di Comunicazione pubblica, sociale e politica.

A proposito di corruzione (2)



La scarsa capacità di crescita dell’economia italiana è al centro del dibattito politico e all’attenzione degli organismi di regolazione internazionale, viste le sue implicazioni per la sostenibilità del debito pubblico.
Ci sono varie cause dietro il basso potenziale di crescita italiano, molte delle quali riconducibili all’obsolescenza di ampi strati del tessuto produttivo e infrastrutturale, alla carenza di investimenti in istruzione & ricerca e nello sviluppo di nuovi prodotti. Tuttavia, un altro forte ostacolo alla crescita dell’attività economica viene dalla scarsa efficacia degli organismi decisionali, sia pubblici sia privati, dalla quale origina un livello di corruzione - attuale e percepita - con pochi paragoni nell’ambito del mondo occidentale.
Il modello di valutazione sistematico (Country Insights Scores) di Roubini Global Economics permette di fare una comparazione (su una scala da 0 a 10) dell’impatto economico della corruzione e dell’inefficienza dei processi decisionali, dando pertanto un’idea del valore economico che deriverebbe dalla risoluzione di queste due autentiche piaghe.
La capacità di attrarre investimenti dell’Italia, la qualità dell’ambiente di business e l’efficacia degli organismi di decisione politica siano decisamente inferiori alla media dei paesi “concorrenti” (anche se “alleati”, come Francia, Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti, spesso anche Spagna) e a livelli comparabili con quelli dei paesi emergenti a maggior tasso di crescita (per esempio Brasile, Russia, India e Cina, i cosiddetti Bric), che possono però contare su altri fattori di competizione di prezzo: bassi salari, tassi di cambio artificialmente svalutati eccetera.
Inoltre, il livello del crimine organizzato, la capacità di controllo della corruzione e la percezione di questa (stimata dal ranking di Transparency International, che vede l’Italia al 69° posto, su 177) mostrano ritardi decisamente allarmanti del nostro paese nei confronti dei suoi competitori .

Di corruzione, e di mala-politica si parlerà Giovedi 24 Luglio a partire dalle ore 18.00 a Marano di Napoli, presso la Sala Cavallo della Casa Comunale al Corso Umberto I nel corso di un incontro dibattito aperto al pubblico organizzato dall’a.p.s. Omnibus per la presentazione del Volume “Il cancro della corruzione” del Tenente Colonnello Claudio Mazzarese Fardella Mungivera (ediz. Rogiosi) a cui parteciperanno il Sindaco di Marano, Angelo Liccardo, il presidente della Commissione Cultura della cittadina, Vincenzo Marra e il presidente dell’associazione Mariarosaria Lumiero. Modererà l’altro socio e giornalista dell’associazione, Paolo Russo, esperto di Comunicazione pubblica, sociale e politica.

martedì 22 luglio 2014

A proposito di Corruzione (1)



La legge del 6 novembre 2012 n. 190 Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione ha individuato la Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche quale Autorità Nazionale Anti Corruzione. Con l’entrata in vigore della legge del 30 ottobre 2013, n. 125, la Commissione ha assunto la denominazione di Autorità Nazionale Anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche. Si tratta di un organo collegiale, composto dal presidente e da quattro componenti. I compiti e le funzioni svolti  dall’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture sono trasferiti all’Autorità nazionale anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza (ANAC), Il presidente attuale è Raffaele Cantone, un magistrato nato a Napoli nel 1963, cresciuto in provincia,  a Giugliano ed entrato in magistratura nel 1991. È stato sostituto procuratore presso il Tribunale di Napoli fino al 1999, anno in cui è entrato nella Direzione Distrettuale Antimafia napoletana di cui ha fatto parte fino al 2007.
 A seguito della nomina, avvenuta con D.P.R. dell’11 luglio 2014, si sono insediati i componenti dell’Autorità Nazionale Anticorruzione: sono il Prof. Francesco Merloni e la Prof.ssa Nicoletta Parisi e il Cons. Michele Corradino e la Prof.ssa Ida Angela Nicotra. Il 15 luglio inoltre è stato siglato il protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Interno e l’Autorità Nazionale Anti Corruzione relativo alle “Prime Linee Guida per l’avvio di un circuito stabile e collaborativo tra A.N.A.C.- Prefetture - UTG e Enti Locali “per la prevenzione dei fenomeni di corruzione e l’attuazione della trasparenza amministrativa”. Il protocollo d’intesa prevede la collaborazione tra prefetture, enti locali, l’A.N.A.C. e il Ministero dell’Interno in materia di trasparenza e legalità nella gestione degli appalti pubblici. Il protocollo fornisce ai prefetti le Linee Guida per consentire allo Stato di intervenire al momento giusto con un obiettivo preciso: far rispettare la norma morale da cui discendono tutte le altre, che è quella di non rubare.
Tra le indicazioni una prevede che il soggetto aggiudicatore riferisca all’A.N.A.C., prima di procedere alla risoluzione del contratto, la quale valuterà se in ragione dello stato di avanzamento dei lavori o del rischio di compromissione della realizzazione dell’opera, tenuto anche conto della rilevanza della stessa, sia preferibile proseguire nel rapporto contrattuale, previo il rinnovo o la sostituzione degli organi dell’impresa aggiudicataria interessata dalle vicende corruttive. Per il presidente A.N.A.C., Raffaele Cantone, si tratta di una «rivoluzione copernicana con l’ampliamento della normativa antimafia e saranno i prefetti e le prefetture il terminale territoriale delle politiche che si fanno a livello nazionale sul tema». 
 Di corruzione, e di mala-politica si parlerà Giovedi 24 Luglio a partire dalle ore 18.00 a Marano di Napoli, presso la Sala Cavallo della Casa Comunale al Corso Umberto I nel corso di un incontro dibattito aperto al pubblico organizzato dall’a.p.s. Omnibus per la presentazione del Volume “il cancro della corruzione” del Tenente Colonnello Claudio Mazzarese Fardella Mungivera (ediz. Rogiosi) a cui parteciperanno il Sindaco di Marano, Angelo Liccardo, il presidente della Commissione Cultura della cittadina, Vincenzo Marra e il presidente dell’associazione Mariarosaria Lumiero. Modererà l’altro socio e giornalista dell’associazione, Paolo Russo, esperto di Comunicazione pubblica, sociale e politica.

mercoledì 9 luglio 2014

L' età delle parole

Il termine neologismo, che in italiano proviene dal francese néologisme, a sua volta dal composto greco νέος-λόγος (neos-logos, letteralmente "nuova parola"), indica le parole di nuova formazione presenti in una lingua.
Il ricorso ai neologismi deriva solitamente dall'esigenza di identificare invenzioni e fenomeni di recente comparsa o diffusione.
Se il ricorso ai neologismi ha una sua logica questo significa che esistono parole vecchie?
Le parole non hanno tempo, è solo il loro uso che ne determina l'attualità o meno.
La capacità di uno scrittore ma anche quella di un oratore si misura anche dalla abilità di identificare le parole più adatte al momento ed al contesto perchè le parole hanno un enorme potere:
 http://scrivodite.blogspot.com/2014/02/potere-delle-parole-power-of-words.html?spref=tw
"Per poter essere forte diventa un artista della parola; perchè la forza dell'uomo è nella lingua e la parola è più potente di ogni arma " Ptahhopte, maestro spirituale egizio
Per suggerimenti, consulenze ed anche corsi sull'uso delle parole e sull' arte della scrittura:
http://www.scrivodite.it/servizi.html
Per condividere con noi la tua esperienza e per pubblicare i tuoi testi contattaci:http://www.scrivodite.it/contatti.html

mercoledì 2 luglio 2014

Contestazioni: come rispondere

In tempi di crisi si moltiplicano i conflitti in ambito lavorativo e, purtroppo, anche i procedimenti disciplinari a carico di lavoratori e subordinati.
Al di là delle ragioni è utile sapere come comportarsi evitando errori che, purtroppo, in questi casi sono assai frequenti.

"Le contesto quanto segue..........
La invito a rendere i dovuti chiarimenti entro il........ "
Questa potrebbe essere una forma standard di una lettera di contestazione.
Come comportarsi?
Cosa rispondere?
Nel caso in cui un datore di lavoro, o un sovraordinato ravvisi un comportamento scorretto da parte di un lavoratore o di qualsiasi persona gerarchicamente subordinata, può formulare,molto spesso per iscritto, una lettera di contestazione.
Ricevere una contestazione non è mai una cosa piacevole quindi molto spesso in sede di replica si è tentati di rispondere in modo risentito o peggio ancora, accusando lo stesso datore od altri di mancanze commesse a loro volta.
Nulla di più sbagliato.
Un tale comportamento può esasperare la contrapposizione e talvolta arrivare a pregiudicare anche i rapporti personali.

La cosa più importante, prima di entrare nel merito della risposta, è comprendere bene cosa viene contestato e attenervisi.
La risposta va data nei termini indicati nella lettera di contestazione e può contenere anche la richiesta di essere sentiti personalmente.
In ogni caso è molto importante spiegare con precisione i motivi che hanno portato a quel determinato comportamento e sapere riconoscere di aver sbagliato se questo è il caso.
In caso contrario, se si ritiene che la contestazione sia infondata, bisogna spiegare in modo preciso le proprie ragioni.
In entrambi i casi bisogna sempre curare di assumere un atteggiamento collaborativo e cortese avendo sempre come obiettivo quello di conservare, per quanto possibile, un buon rapporto con il proprio datore di lavoro o il proprio superiore.

Di sicuro questi sono i casi in cui sapere cosa scrivere è l'elemento di importanza cruciale.
Un errore, una mancata risposta può essere davvero dannosa per chi deve difendersi:
Scrivere per difendersi 

Hai ricevuto un richiamo, una lettera di contestazione, un reclamo?
Per le migliori risposte puoi consultare i nostri servizi:http://www.scrivodite.it/servizi-legali.html

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